Storie Digitali: Richard Chapman.

7 aprile 2016

Amiamo il profilo Instagram di Richard @richardchapman ma non avevamo mai pensato di poterlo intervistare per questa rubrica. Lo abbiamo conosciuto personalmente ad Ottobre dello scorso anno, quando è venuto a Milano per qualche giorno. Dopo un drink a casa nostra lo abbiamo portato a cena da Erba Brusca (uno dei nostri ristoranti preferiti) e da quel momento è nata anche la nostra amicizia off-line.

Con Richard è stato amore a prima vista e a Novembre, durante il nostro viaggio a Londra siamo stati ospiti nella sua bellissima casa. Questo è uno di quei racconti che parlano di come, grazie ad Instagram, possano nascere delle vere amicizie e di come lo stile fotografico di una persona possa affascinarti al punto di volerla poi anche conoscere nella vita reale.

Vogliamo sapere qual è il cibo di cui non puoi fare a meno
Benedick’s Bittermints. Non è nulla di gurmet o preso in qualche gastronomia ricercata. È cioccolato fondente con all’interno della menta dal sapore forte e intenso. Ne ho sempre una confezione nel mio frigorifero e ne mangio uno al giorno dopo cena. Se devo essere sincero, credo di non riuscire a fidarmi delle persone che non condividono questa mia passione.

Qual è il piatto che ami cucinare per i tuoi amici?
Pollo arrosto farcito con limone e rosmarino (oppure timo) servito con patate arrosto e una salsa. È il piatto più semplice che tu possa fare e rende sempre le persone felici.

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Dove ci porteresti a cena a Londra?
Bè ragazzi, una volta l’ho già fatto! Ma mentre aspetto che torniate a trovarmi vorrei tentarvi con qualche cosa di davvero speciale. Ho pensato che potrei portarvi da NoPi di Yotam Ottolenghi. Cibo favoloso e fantastico locale. Quando tornate?

Pranzo della domenica: a casa o fuori con i tuoi amici?
Amo cucinare a casa, ma se dovessi scegliere vorrei andare a pranzo da Campania, un ristorante di ispirazione italiana nella zona di Columbia Road, bevendo vino rosso e guardando gli artisti di strada. Questo è un altro posto dove devo assolutamente portarvi.

Colazione di tutti i giorni: cosa mangi?
Yogurt greco mescolato con avena, poi aggiungo semi di melograno e una mela tagliata a pezzetti. È una specie di porridge mixato ad un muesli che ha un’ottima combinazione di sapori e mi sazia fino all’ora di pranzo.

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Hai un ingrediente segreto in cucina?
Umami paste… mia mamma me ne ha regalato un barattolo per Natale e riesce a dare un twist speciale anche alla cena più noiosa della tua settimana o anche alla zuppa già pronta che compri al supermercato.

Instagram: quando hai iniziato a pubblicare delle foto? Cosa ami maggiormente di questo social network?
Ho iniziato circa tre anni fa. Mentre all’inzio mi piacevano le foto che facevo da pubblicare, ora ho realizzato che probabilemtne non erano così interessanti; per questo ho iniziato a voler scattare delle foto più interessanti e a rendere più bello il mio profilo, voglio puntare ad avere una bella composizione di foto. Cerco sempre di migliorare me stesso e non sono sicuro che il mio profilo abbia un tema (o se mai lo avrà) ma continuo a scattare foto di maniglie arrugginite.

Quello che amo maggiormente di Instagram è che mi ha permesso di incontrare realmente le persone che si celano dietro alle loro immagini, sono sempre stati tutti molto gentili, generosi e ospitali. Pensi di conoscere qualcuno attraverso le sue immagini ma dopo che lo incontri ti rendi conto che è ancora meglio, è incredibile. Tutto questo è ancora più vero (e mi è capitato varie volte) in altri paesi quando viaggi da solo. Questo è il migliore atto di generosità e – devo ammetterlo – di amore.

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Qual è il tuo profilo Instagram preferito?
A parte quello di GNAMBOX? Amo molto quello di Joe Pickard. Ho avuto la fortuna di conoscerlo alla National Gallery la scorsa estate all’evento #empty di Instagram e lui è stato super carino. Penso che il suo trucco sia quello di guardare e riguardare i suoi soggetti, trovare il taglio giusto dei suoi scatti ed essere molto (ma molto) selettivo sulle foto da pubblicare. Vorrei avere la sua pazienza.

ENGLISH TEXT

We really love Richard’s Instagram profile but we never thought about interviewing him for our column. We met him last year when he was in Milan for a couple of days. We had a drink at home and then we took him to have dinner at one of our favourite restaurants, Erba Brusca. From that moment our friendship off-line began. It was love at first sight and in November, we went to stay with him in London, in his beautiful apartment. This article is a tale about how Instagram can connect people in the real life, and how a real friendship can start by looking through the pictures of someone else.

Tell us what is the food that you can never get enough of
Bendick’s Bittermints. It’s not gourmet or anything savoury, it’s not even something fancy from a deli – it’s a big, sharp, strong mint covered in very dark chocolate in a pack. I always have a box in my fridge, serve them freezing cold and have one after dinner every day. And I’m not completely sure I trust people who don’t share my passion.

What’s the dish that you love to cook for your friends?
Roast chicken, stuffed with lemon and rosemary or thyme, French roasted in 4cm of water – probably served with roast potatoes and gravy. It’s the simplest food you can make and just makes people happy.

Where would you take us for dinner in London?
Well boys, I already did!
But since I am waiting for you to come back, I have to tempt you with something very special. So I saved a really good one: Yotam Ottolenghi’s NoPi. Incredibly beautiful food of course, but a fantastic space too. When are you coming?

Sunday lunch: at home or outside with friends?
I do love cooking at home, but given the choice I would have my Sunday lunch of dreams at Campania, an Italian inspired restaurant off Columbia Road, drinking red wine and watching the buskers. That’s somewhere else I have to take you!

Every day breakfast: what do you have?
Greek yoghurt stirred with oats, then topped with pomegranate seeds and chopped apple. It’s a sort of made up porridge/bircher muesli hybrid that offsets bland flavours with sharp ones and keeps me full til lunchtime.

What’s your secret ingredient in kitchen?
Umami paste… my mum gave me a jar for Christmas and it adds punch, depth and flavour to even the most boring weeknight supper of leftovers or breathes life into a supermarket soup in a plastic tub.

Describe your Instagram profile in 3 words
Impatient visual magpie

Instagram: when did you start to publish pictures? What’s your favorite thing about this social network?
About three years ago. But while I liked the photos I was taking to begin with, I realise now they probably weren’t that interesting or special and I suppose I gradually came to be more interested in making my profile much better, and aim for a beautiful grid of photos. I try to outdo myself and get better with time, but I’m not sure I have a theme to my profile (or ever will) and I still take a lot of pictures of rusty door handles.

My favourite thing about Instagram is how it’s led me to actually meet the amazing people behind the photos who have been, without fail, kind and generous with their time and hospitality. You think you sort of know someone through their pictures after a while, then when you meet them and they are even better than you were expecting, it’s incredible. This is especially true (as has now happened to me many times) in another country as a lone traveller. That’s the most extraordinary act of generosity and -yes!- love.

What’s your favorite Instagram profile?
Apart from Gnam Box, of course? Joe Pickard.

I was lucky to meet Joe at the National Gallery last summer at an Instagram ‘#empty’ event and he was completely charming and lovely too. I think his trick is to look at his subjects, from the mundane to the exceptional, then look again, crop really his shots carefully and then be super, super selective about what photos he posts. I wish I had his patience!

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