A19 Catania-Palermo. La Sicilia è unita dal FUD.

8 dicembre 2015

Tra tutte le regioni d’Italia la Sicilia è sempre quella che più ci sorprende, ci affascina e ci rapisce. Siamo stati diverse volte e tra tutte le diversità c’è sempre uno splendido comune denominatore: la voglia di fare, di fare bene e comunicare un territorio che ha tantissimo da raccontare e soprattutto da assaggiare. Così tra mille diversità da un versante e l’altro dell’isola, tra nord e sud, tra province e città c’è sempre una cosa che mette tutti d’accordo: il cibo. Anche se spesso ci si contende anche quello!

Abbiamo conosciuto Andrea di fronte ad un mega hamburger, nel suo locale di Catania (che spegne proprio in questi giorni la sua la terza candelina), e ci siamo fatti  raccontare la sua storia. Come sai le storie ci piaccione sempre tantissimo, soprattutto quando riusciamo a sentirne l’autenticità e a viverne le emozioni. Andrea Graziano con il progetto Fud è riuscito davvero a creare una rivoluzione nel mondo del cibo.

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Fud è un luogo semplice e accogliente, una bottega (sicula) contemporanea che serve burger, panini e pizza di una bontà davvero rara. In poco tempo Fud ha superato ogni aspettativa diventando un caso unico. La scelta di avere solamente prodotti locali e di qualità ha messo in moto una rivoluzione in tutto il territorio siciliano dove i produttori, in un periodo non facile, si sono ritrovati con i magazzini vuoti e a dover aumentare la propria produzione per rispondere ai numeri sempre in crescita del locale.

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Sono passati tre anni e oggi Fud ha raddoppiato con un secondo locale a Palermo sfidando tutte le diversità e difficoltà e diventando un reale esempio di come il cibo possa, per l’ennesima volta, essere l’unione di un territorio così ricco e complicato come la Sicilia. Ma il segreto non è solo il buon cibo, abbiamo capito che Fud è anche una grande famiglia formata da collaboratori, produttori e clienti in cui anche tu, da subito, riesci a sentirti a casa.

Abbiamo visitato le due città unite da questo progetto che vi raccontiamo attraverso due itinerari per poterle scoprire al meglio anche in un solo giorno.

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CATANIA

Ancora prima di atterrare, guardando oltre il finestrino dell’aereo, vieni catturato dai colori e dal paesaggio di questa terra. L’azzurro intenso del mare, il verde della vegetazione, le spiagge infinite e se sei fortunato puoi scorgere tra le nuvole anche l’Etna. Sono questi i paesaggi che rendono unica Catania, qui ti è permesso di passare dalla montagna alle acque azzure in meno di mezzora.

Noi l’abbiamo provato in prima persona ritrovandoci nel pieno di una bufera di neve salendo l’Etna mentre si vedeva all’orizzonte il mare sotto il cielo azzurro.

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Trionfo del barocco, questa città racchiude tante anime risultato di una storia ricca e tormentata da diverse dominazioni e eruzioni vulcaniche che più volte hanno cambiato il volto della città. La nostra visita è inizata con una super colazione da Nonna Vincenza dove abbiamo subito alzato i valori di glicemia e felicità. Prima di perderci per le strade di Catania siamo saliti sulla cupola della Chiesa della Badia da cui puoi ammirare tutta Catania, vedere la piazza del Duomo con il famoso “u liotru”, la statua di elefantino sormontata da un obelisco. Da piazza del Duomo superando la stupenda Fontana dell’Amenano ogni giorno si consuma il mercato del pesce “A Pescheria”, uno degli scenari più belli e colorati dove vale la pena anche solo fermarsi ad osservarne le dinamiche ed ascoltarne i rumori. Percorrendo tutto il mercato, dove puoi anche assaggiare qualcosa, arrivi alla porta della città dove parte via Etnea che ripassando per il Duomo sale e attraversa tutta la città passando dal Palazzo dell’Università e dall’Anfiteatro.

Come si sa i mercati sono tra le cose che più ci affascinano, a Catania, oltre alla Pescheria abbiamo attraversato anche il mercato di piazza Carlo Alberto conosciuto come Fera ‘o Luni (fiera del lunedì) che oggi si svolge tutti i giorni.

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Dopo una super pausa pranzo in Via Santa Filomena da FUD abbiamo attraversato il bellissimo parco Villa Bellini, il più grande in centro città, per raggiungere il Monastero dei Benedettini di San Nicolò. Uno dei complessi monastici più grandi d’Europa che racconta la storia della città passando per le sue varie vicissitudine storiche, dalle eruzioni della montagna ai cambi di destinazione che ne hanno modificato (e conservato) l’architettura. Siamo nella parte più alta della città, punto da cui si sviluppò tutto il tessuto urbano. Tornando verso il centro non puoi perdere il Teatro Massimo Bellini e continuare a perderti tra le vie. Ricorda di fare un giro della città anche di sera per catturarne tutto il fascino.

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PALERMO

Palermo è una città intensa, che ti rapisce per la sua architettura, per la sua decadenza e per la sua ricchezza di luoghi da visitare. Laura ci ha accompagnati per un breve ed essenziale tour del centro storico, uno dei più grandi al mondo. Abbiamo inziato da Ballarò che, insieme a il Capo e la Vucciria, è uno dei mercati più importanti della città dove ogni giorno si ripete lo stesso scenario e dove puoi trovare alcuni degli street food della città più famosi come pane e panelle o il pani c’a meusa (il pane con la milza). Il mercato con i suoi profumi, rumori e richiami dei venditori ti porta subito in una dimensione davvero unica e memorabile. Se all’inizio ti può spiazzare poi non puoi che rimanerne estasiato.

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A pochi passi da Ballarò siamo entrati nella Chiesa del Gesù (Casa Professa) emblema del barocco palermitano, abbiamo poi proseguito perdendoci tra le vie fino a raggiungere il Palazzo dei Normanni, dimora reale storica dal tempo del Regno di Sicilia e oggi sede del parlamento regionale. Al primo piano non puoi perdere la Cappella Palatina, fatta costruire da re Ruggiero II come cappella privata di famiglia, rimarrai senza fiato. Entrando da Porta Nuova abbiamo percorso via Vittorio Emanuele, che tagliando la città arriva fino al mare, passando per la Cattedrale dove c’è una cappella dedicata a Santa Rosalia, patrona della città.

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Lungo la strada che porta ai Quattro Canti, verrai sorpreso da alcuni edifici bombardati e abbandonati davvero suggestivi per la loro integrazione al resto del tessuto urbano. Dal magnifico incrocio dei Quattro Canti, il centro della città, incontri via Maqueda dove non puoi perdere la bellissima Piazza Bellini e il Teatro Massimo, il più grande teatro lirico italiano. Credo sia arrivato il momento di una pausa pranzo in Piazza Olivella, dove sorge il nuovo FUD. Qui abbiamo assaggiato un buonissimo Ors Che Bab (carne di cavallo marinata e speziata con Provola delle Madonie, cipolla cruda, aglio rosso di Nubia, salsa tartara, olio al peperoncino in pitta di grano) e fatto incetta di Bec Potetos Cis che non sono altro che spicchi di patate servite con Provola delle Madonie, Guanciale croccante di Suino nero dei Nebrodi. Se devi camminare tanto devi mangiare altrettanto, no?

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